Microchirurgia

Le soluzioni microchirurgiche offerte dalla nostra struttura

o Chirurgia Palpebrale
o Trattamento del Cheratocono
o Anelli Instrastromali

o Cross Linking CXL
o Chirurgia del Glaucoma
o Chirurgia della Cataratta

o Strabismo
o Patologia delle vie lacrimali
o Chirurgia Refrattiva

Chirurgia palpebrale

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La chirurgia della palpebre (blefaroplastica) è un intervento che ha lo scopo di eliminare l’eccesso cutaneo e spesso grassoso (le cosiddette borse) della palpebra superiore e/o inferiore. Questa è una chirurgia molto richiesta poiché utile nell’attenuare i segni dell’invecchiamento del viso, permettendo di ottenere uno sguardo più giovane e meno stanco. Per questo motivo tale trattamento rientra nel campo della chirurgia dello sguardo che prevede il contemporaneo trattamento dell’area orbitaria e periorbitaria.

Questo tipo di intervento viene fatto in anestesia locale (con sedazione) e le incisioni sono eseguite a livello della piega palpebrale superiore, o subito sotto le ciglia della palpebra inferiore. In entrambi i casi possono rimarginare bene e rimanere nascoste, risultando quasi impercettibili allo sguardo di un osservatore.

TECNICA OPERATORIA

Palpebra superiore: si disegna e si valuta l’eccesso di cute e di grasso da asportare e si riposiziona in maniera anatomica il muscolo orbicolare per dare naturalezza all’intervento. Durata: 1 ora

Palpebra inferiore: intervento più complesso che va personalizzato in base al problema anatomico .A seconda del paziente si dovrà intervenire per correggere le varie componenti dell’invecchiamento della palpebra. Durata: 1 ora e mezza per la blefaroplastica inferiore.

TRATTAMENTO POSTOPERATORIO

  • somministrazione di terapia con antibiotici, antinfiammatori e collirio decongestionante
  • applicazione di una borsa di ghiaccio sul volto per evitare ematomi
  • utile dormire con la testa leggermente sollevata per qualche giorno
  • non usare lenti a contatto per due settimane
  • evitare l’esposizione al sole per almeno 30 giorni
  • rimozione dei punti dopo 4-5 giorni; un gonfiore generalmente modesto si risolve in circa 2-3 settimane

Trattamento del Cheratocono

retinite

Il cheratocono è una patologia oculare caratterizzata dalla protrusione a cono della cornea (il tessuto più anteriore e trasparente dell’occhio) che interessa, generalmente, l’area centrale e paracentrale inferiore. Si tratta di una patologia, priva di connotazioni infiammatorie, che insorge e progredisce gradualmente e che può stabilizzarsi dopo alcuni anni. Raramente peggiora dopo i 40 anni.

Vi sono però purtroppo casi in cui la progressione è più rapida (soprattutto nei giovani che hanno una corea più elastica) e in cui si verifica l’insorgenza di un astigmatismo miopico composto irregolare che provoca un deficit visivo.

I casi caratterizzati da una maggiore progressione determinano uno sfiancamento della porzione di cornea interessata e, di conseguenza, un assottigliamento del tessuto nella zona dell’apice; a causa di ciò, si può avere una compromissione della trasparenza corneale con un deficit ulteriore del visus.

Mentre nelle prime fasi della malattia è possibile ottenere una buona correzione del difetto refrattivo indotto dal cheratocono con un semplice occhiale, in un secondo momento è necessario però ricorrere all’uso di lenti corneali a contatto per correggere l’astigmatismo irregolare corneale ed ottenere un miglioramento dell’acuità visiva.

 

TRATTAMENTO

1) ANELLI INTRASTROMALI
Lo scopo di impiantare un anello intrastromale è quello di ricentrare sulla pupilla l’apice corneale, che nel cheratocono è spostato inferiormente. Tale impianto permette di ottenere un notevole guadagno visivo e di opporsi al progressivo sfiancamento (ectasia) del tessuto corneale.

Inoltre, questi anelli, per espletare appieno la propria funzione, devono essere impiantati secondo un nomogramma che tiene conto dell’entità della ectasia, dello spessore corneale e del difetto visivo indotto.

Importante è la profondità a cui vengono impiantati questi anelli. Per avere il massimo risultato ottico e un ridotto rischio di estrusione (espulsione) dello stesso in superficie l’impianto deve avvenire al 70-75% dello spessore corneale. La tecnica che utilizza il Femtolaser, disponibile presso il CENTRO LASER CHIRURGICO, è nettamente superiore a quella chirurgica e permette di raggiungere un risultato migliore e più preciso. Con il Femtolaser infatti si eseguono i tunnel alla profondità e delle dimensioni corrette e il chirurgo posiziona poi l’anello seguendo semplicemente la strada già preparata dal laser.
Una volta impiantato l’anello intrastromale, e recuperato un buon visus, si può mantenere nel tempo il risultato utilizzando la tecnica del Cross-Linking.

2) CROSSLINKING (CXL)
Il cheratocono è una condizione nella quale la cornea viene a perdere la sua forma sferica normale, deformandosi in modo irregolare a forma di cono. Tale deformazione è dovuta ad una alterazione della struttura dello stroma corneale che porta ad un suo progressivo assottigliamento e conseguente sfiancamento.

La tecnica del Cross-linking (CXL) determina il rinforzo del collagene corneale che permette la stabilizzazione della progressiva deformazione corneale e, pertanto, anche una stabilizzazione delle condizioni visive.
Il CXL prevede la rimozione dell’epitelio della cornea, il sottile strato di cellule che riveste la cornea, per cui nei primi giorni successivi all’intervento è normale vedere male (offuscamento della vista) ed avvertire un fastidio che può arrivare in alcuni casi al dolore.

La tecnica transepiteliale di CXL (CXL-TE), che al CLC viene usata nella forma meno aggressiva, viene effettuata senza rimozione dell’epitelio corneale grazie alla particolare formulazione di riboflavina utilizzata: questa soluzione contiene particolari molecole in grado di favorirne l’assorbimento all’interno della cornea attraversando senza difficoltà lo strato epiteliale che altrimenti costituirebbe una barriera insuperabile. Tale trattamento, essendo meno invasivo, è molto ben tollerato.

La tecnica consiste in una prima fase in cui la cornea deve assorbire la riboflavina somministrata ripetutamente dall’Oculista come collirio e una seconda fase in cui inizia il trattamento con raggi ultravioletti a bassa intensità (questi raggi non sono dannosi per l’occhio).
Il tempo complessivo dell’intervento è pertanto di circa un’ora. Tuttavia con la tecnica del Crosslinking accelerato utilizzata al CLC, i tempi dell’intervento si riducono drasticamente.

3) CROSSLINKING ASSOCIATO A TRATTAMENTO REFRATTIVO PERSONALIZZATO
L’ultima novità nel trattamento refrattivo-conservativo del cheratocono è il Crosslinking associato al trattamento refrattivo personalizzato (CXL – C.W.PRK). Ad oggi, il CLC è l’unico centro in Italia ad avere le competenze sanitarie e le tecnologie necessarie (laser Schwind dotato di Smart Pulse Technology e laser Avedro per il crosslinking accelerato) per eseguire questo intervento all’avanguardia.

Con questo trattamento, non solo si stabilizza il cheratocono, ma vi è anche un miglioramento nella visione legato alla contemporanea correzione del difetto visivo e delle aberrazioni di alto ordine che portano a una regolarizzazione nella superficie corneale.

Chirurgia del Glaucoma

vista

Il Glaucoma è una malattia subdola, che non dà sintomi ma che porta progressivamente alla perdita della vista.

Essa consiste in un aumento della pressione dell’occhio causato da un disquilibrio tra produzione e scarico dell’umor acqueo. In un sistema chiuso come l’occhio questo aumento determina un ipertono con compressione e danno meccanico e vascolare delle più importanti strutture oculari (soprattutto fibre ottiche e nervo ottico).

Esistono diverse forme di glaucoma, ma le più comuni sono quelle croniche ad angolo aperto e ad angolo stretto – chiuso. Nelle forme ad angolo stretto occludibile è importante eseguire un trattamento laser a scopo profilattico sull’iride (Yag Laser). Nel glaucoma cronico ad angolo aperto vi è una progressione del danno quando: o la terapia medica non è più sufficiente a normalizzare il tono o la stessa non è tollerata dal paziente, in questi casi si deve procedere chirurgicamente.

TRATTAMENTO

Presso il CLC viene eseguita qualsiasi tecnica chirurgica per la cura del glaucoma (antiglaucomatosa): la sclerectomia profonda, la canaloplastica, la canaloplastica ab interno, la trabeculectomia e altre tecniche angolari. Tutte queste metodiche vengono eseguite in anestesia loco regionale con minimo sconforto per il paziente che viene assistito nel primo periodo post operatorio.

I rischi infettivi, e i rischi legati alla possibile perdita del campo visivo, soprattutto legati allo stadio di danno funzionale in cui si interviene, vengono ridotti al minimo con la chirurgia non perforante, chirurgia che consente un intervento in regime ambulatoriale e un decorso postoperatorio più “leggero” rispetto ad una chirurgia perforante.

Con la tecnica non perforante viene conservata la membrana Trabecolo Descemetica che impedisce il collasso dell’occhio (con pressione a zero) che avviene nella chirurgia perforante (trabeculectomia).
Inoltre un atto chirurgico meno invasivo riduce la risposta infiammatoria che sovente è causa di una esuberante reazione cicatriziale causa dei numerosi fallimenti sul controllo della pressione oculare.

Questa chirurgia meno invasiva consente un decorso post operatorio più “leggero” e più breve, con più rapido recupero funzionale e con ridotta convalescenza.

Chirurgia della Cataratta

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Con il termine di cataratta si indica l’opacamento (perdita di trasparenza) del cristallino, mezzo diottrico dell’occhio che, insieme alla cornea, fa parte di quel sistema di lenti che consentono alle immagini che raggiungono il nostro occhio di andare a focalizzarsi sulla retina.

La cataratta è una patologia dell’occhio che si sviluppa generalmente con l’aumentare dell’età e che implica la progressiva perdita di trasparenza del cristallino, lente dell’occhio che consente di mettere a fuoco le immagini sulla retina. L’opacizzazione di tale lente comporta una diminuzione della vista e presenta sintomi quali una visione offuscata, una percezione sbiadita dei colori, una difficoltà a vedere di notte e una presenza di aloni intorno alle luci. In Italia sono oltre 500.000 le persone che ogni anno vengono operate per questa patologia, ma sono molte di più quelle affette da cataratta e con problemi a svolgere semplici attività come guardare la televisione, leggere, guidare, cucire, giocare a carte, ecc.

La Cataratta è una patologia che può svilupparsi a qualsiasi età, ma è tipica della senilità. Essa è inoltre una patologia inarrestabile, che senza intervento medico porta progressivamente alla cecità.
L’opacizzazione di tale lente comporta una diminuzione della vista e presenta sintomi polimorfi:

  • progressiva riduzione dell’acuità visiva, con cambiamenti apprezzabili in base alle diverse condizioni di luce
  • modificazioni della refrazione
  • fotofobia fastidio alla luce, disorientamento
  • alterazioni del campo visivo
  • alterazioni del senso cromatico

Una volta formulata la diagnosi di cataratta è bene, su consiglio del medico, procedere all’intervento chirurgico, operare una cataratta in fase estremamente avanzata espone a maggior difficoltà operatorie.

TRATTAMENTO

La terapia della cataratta è esclusivamente chirurgica ma presso il CLC essa viene eseguita in regime ambulatoriale.

Viene utilizzata anestesia topica, cioè solo con uso di gocce sull’occhio, senza la puntura con anestetico parabulbare o retro bulbare, ma sempre con la presenza dell’ anestesista rianimatore e con controllo costante dei parametri vitali. L’anestesia topica riduce l’ansia del paziente, i rischi connessi alla puntura in una zona molto delicata e consente un recupero visivo quasi immediato. Inoltre, i pazienti scoagulati (in terapia con cumadin, aspirina o altri farmaci anti aggreganti), non devono sospendere la terapia evitando così rischi sistemici e disguidi legati al cambiamento della stessa.

Presso il CLC la chirurgia della cataratta viene eseguita con due tecniche:
1) La tecnica classica a ultrasuoni, chiamata Facoemulsificazione
Questa tecnica consiste nella microincisione, nell’uso di IOL “Premium” impiantate al posto del cristallino naturale, quindi si può parlare a tutto campo di chirurgia refrattiva della cataratta (faco-refrattiva).

La microincisione è una tecnica chirurgica (MICS) in cui si asporta la cataratta e si impianta un cristallino artificiale (IOL) attraverso un taglio di 2,00 mm. Per arrivare a questo non basta ridurre le dimensioni del tagliente, ma ci vuole una tecnologia più complessa con strumenti più sofisticati e lenti particolari che possono essere iniettate attraverso un taglio piccolissimo.

Le lenti “Premium” sono cristallini artificiali (IOL) che oltre a correggere il difetto di vista preesistente del paziente come la miopia e l’ipermetropia, possono correggere anche l’astigmatismo e la presbiopia. Infatti, mentre nella maggior parte dei centri oculistici e negli ospedali vengono usate lenti monofocali, presso di noi vengono routinariamente usate lenti “Premium” multifocali con la possibilità quindi di svincolare il paziente dall’ uso di occhiali per lontano e per vicino.

Il risultato è un recupero visivo molto rapido, un assenza di induzione dell’astigmatismo e un ridotto rischio di infezione post operatoria.

2) La tecnica laser, chiamata Femtocataratta
Questa tecnologia, che in passato aveva già dato ottimi risultati per correggere certi difetti refrattivi (miopia, ipermetropia e presbiopia), consente di standardizzare alcune delle fasi dell’intervento e di eseguire con estrema precisione le aperture per la frammentazione del cristallino e per la rimozione della cataratta.

Per tagliare i tessuti esattamente nel punto desiderato, il laser a Femtosecondi utilizza una luce con impulsi della grandezza di pochi micron, e di brevissima durata, che permette di ottimizzare e semplificare notevolmente la procedura. Il laser viene abbinato a una strumentazione computerizzata che guida la sua azione e che esegue un controllo fotografico tridimensionale dello spessore della cornea, della dimensione e forma del cristallino e della capsula da incidere e asportare. Una volta eseguiti i tagli di precisione con il laser, il chirurgo utilizza uno strumento che aspira e rimuove il materiale del cristallino, già frammentato dal laser con l’uso di pochissimi ultrasuoni (dannosi per le strutture oculari), e prosegue poi con l’inserimento del cristallino artificiale.

Approvato dalla Food and Drug Administration (massimo organo di controllo sulla salute statunitense), il laser a Femtosecondi è ormai la nuova frontiera della chirurgia della cataratta. Questa tecnologia assicura infatti una chirurgia senza dolore e permette di raggiungere un’estrema precisione d’intervento, oltre che di avere una sicurezza operativa e un decorso operatorio/postoperatorio più semplice, con una conseguente guarigione più veloce e un migliore recupero funzionale dell’occhio operato.

Strabismo

strabismo

Lo strabismo è la condizione di disallineamento degli assi visivi dei due occhi e può essere orizzontale (convergente o divergente) o verticale.

SINTOMI

L’occhio deviato perde la capacità di collaborare con l’occhio fissante portando a una visione binoculare peggiore o addirittura assente. Un occhio stabilmente deviato può perdere progressivamente la propria capacità visiva (ambliopia). La diagnosi viene perfezionata tramite specifici test eseguiti durante la visita ortottica.

Il trattamento dello strabismo consente di prevenire e rieducare l’ambliopia (o occhio pigro), di raggiungere l’alternanza e di ridurre, o annullare, la deviazione strabica.

TRATTAMENTO

Il trattamento prevede come primo step la ricerca di eventuali difetti di vista e la loro correzione con occhiali. Il secondo passo è la cura dell’ambliopia che viene effettuata mediante l’occlusione dell’occhio fissante (occhio migliore) per dare la possibilità all’occhio più debole di “lavorare di più” e migliorare la capacità visiva. Lo step finale, ove necessario, è la chirurgia mirata a rinforzare o indebolire i muscoli extraoculari e migliorare l’allineamento visivo.

Disturbi funzionali/tumorali delle palpebre e vie lacrimali

palpebre

Le palpebre proteggono l’occhio e ogni loro alterazione può minacciare la funzione visiva. Data la stretta vicinanza della palpebra con il bulbo oculare, questo tipo di chirurgia è sempre più un campo di pertinenza oculistica.

Le più frequenti alterazioni che richiedono una correzione una correzione chirurgica sono:

  • le malposizioni palpebrali, ovvero l’eversione (ectoprion) o l’inversione (entropion) del bordo palpebrale
  • la ptosi, ovvero un abbassamento più o meno marcato della palpebra che può, nei casi più gravi, interferire con la vista

Le palpebre sono inoltre una sede molto precoce di fenomeni di lassità dei tessuti con formazione di pliche cutanee che conferiscono un aspetto di invecchiamento generalizzato del viso, oltre che la sensazione soggettiva di una pesantezza palpebrale. In questi casi, la correzione è esclusivamente chirurgica (blefaroplastica) e si effettua in anestesia locale.

La lacrimazione (o epifora) è una fastidiosa condizione in cui un’eccessiva quantità di lacrime determina il sintomo “lacrimazione”. Quest’iperproduzione di lacrime si presenta generalmente nel caso di congiuntiviti infettive o allergiche, di anomalie palpebrali (entropion o ectropion) o altre patologie. In ognuno di questi casi per risolvere il sintomo di lacrimazione è necessario correggere la patologia d’origine.

L’epifora può dipendere anche da un’ostruzione delle vie lacrimali che hanno la funzione di drenare le lacrime nelle cavità nasali. Un’ostruzione a qualsiasi livello di questi canali determina il sintomo di lacrimazione. L’ostruzione delle vie lacrimali, e il mancato passaggio delle lacrime nelle cavità nasali, determina un aumento del rischio di infezione. L’epifora può venire a qualsiasi età ma è più comune nei neonati sotto i 12 mesi di vita a negli adulti sopra i 60 anni.

TRATTAMENTO

Il trattamento varia significativamente a seconda che l’ostruzione interessi la parte alta del sistema di drenaggio o quella bassa. In ogni caso è necessario un intervento di ricanalizzazione.